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Ravarano
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top
La località dista 4,41mwgq km dal capoluogo.cite-ref-la-frazione-di-ravarano-1-1[1]
Contents
• Storia
• Castello
• Note
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Geografia fisica
Ravarano sorge alla quota di 686mwiq m mwigs.l.m.,cite-ref-la-frazione-di-ravarano-1-2[1] a mezza costa lungo la strada provinciale di Calestano-Berceto che percorre il versante destro della mwjwval Baganza, alle pendici del monte Montagnana.cite-ref-dall-aglio-802-3-0[3] La frazione è suddivisa principalmente in due località distinte, denominate Villa e Castello, fino agli inizi del mwlaXVIII secolo separate anche in due distinte parrocchie;cite-ref-la-chiesa-4-0[4] ad esse si aggiungono i piccoli centri di Borello, Costa, Tavolana, Chiastre, Linara e Lama.cite-ref-dall-aglio-802-3-1[3]
Salti del Diavolo
Leggermente più a monte sorgono nei pressi della piccola località di Chiastre di Ravarano i Salti del Diavolo, affioramenti di mwoarocce sedimentarie derivanti dalla disgregazione di antiche rocce eterogenee;cite-ref-i-salti-del-diavolo-5-0[5] i materiali che li costituiscono, prevalentemente mwpqgraniti, mwpggneiss, mwpwporfidi, mwqacalcari, mwqqarenarie e mwqgdiaspri, sono disposti granulometricamente con dimensioni decrescenti dal basso verso l'alto; alla base sono cementati grandi ciottoli, che diventano più piccoli e arrotondati al centro; la sommità è infine costituita da un amalgama compatto di colore biancastro, chiamato localmente mwqwmass ladéin, molto utilizzato fino al mwraXX secolo nelle decorazioni architettoniche degli edifici della zona.cite-ref-6[6]
Disposti in perfetto allineamento, i Salti del Diavolo tagliano ortogonalmente la val Baganza collegando il borgo di Chiastre con l'abitato di mwsgCassio, sul versante opposto; le formazioni, risalenti al mwswCretacico, si presentano come una serie lunga circa 5mwta km di strette guglie che a tratti si elevano fino a un'altezza di 10mwtq m rispetto al terreno circostante.cite-ref-i-salti-del-diavolo-5-1[5]
Storia
Nel 1214 il feudo fu acquistato dal marchese Pelavicino Pallavicino,cite-ref-dall-aglio-802-3-3[3]cite-ref-capacchi-56-8-0[8]cite-ref-9[9] il cui figlio mwdaOberto II, fervente mwdqghibellino, ne fu investito nel 1249 dall'mwdgimperatore del Sacro Romano Impero mwdwFederico II di Svevia.cite-ref-10[10] Nel 1267 i mwfaguelfi parmigiani attaccarono il maniero, i cui castellani si arresero senza colpo ferire in cambio della propria immunità; la fortificazione fu rasa al suolo e nel 1297 il Comune di Parma decretò di non poterla più ricostruire.cite-ref-capacchi-56-8-1[8]
Agli inizi del mwggXIV secolo Manfredino Pallavicino, unico erede del padre Oberto II morto nel 1269,cite-ref-11[11]cite-ref-12[12] rientrò in possesso di Ravarano, riedificando il maniero e insediandovi nel 1309, in accordo col Comune di Parma, il castellano Bonaccorso Draghi, che successivamente si schierò coi ghibellini.cite-ref-capacchi-56-8-2[8] Nel 1312, mentre Bonaccorso era impegnato in battaglia a mwkaBerceto, il marchese di mwkqPellegrino Pelavicino III Pallavicino, alleato di mwkgGiberto III da Correggio e dei guelfi parmigiani, cinse d'assedio la fortezza di Ravarano e la conquistò. Solo tre anni dopo, raggiunta la pace tra i Comuni di Parma e mwkwBorgo San Donnino, Manfredino tornò in possesso delle fortificazioni di Ravarano, mwlaCasola e mwlqSolignano.cite-ref-capacchi-56-8-3[8]cite-ref-13[13]cite-ref-14[14] Alla sua morte nel 1328, i suoi feudi passarono ai tre figli Federico, Oberto e Donnino; alla scomparsa del primo nel 1348, Oberto ereditò mwogBusseto e mwowSolignano, mentre a Donnino passarono mwpaZibello e Ravarano. Nel 1349 morì anche Donnino e i suoi due feudi toccarono rispettivamente ai suoi figli Federico e Giovanni;cite-ref-15[15] da quest'ultimo il castello passò a Uberto, capostipite del ramo di Ravaranocite-ref-16[N 1],cite-ref-capacchi-56-8-4[8]cite-ref-litta-17-0[16] che ricevette conferma dell'investitura il 4 giugno 1360 dall'mwtqimperatore del Sacro Romano Impero mwtgCarlo IV di Lussemburgo.cite-ref-18[17]
Nel 1395 l'mwvaimperatore del Sacro Romano Impero mwvqVenceslao di Lussemburgo confermò al marchese Niccolò Pallavicino i privilegi sui feudi di mwvgBusseto, mwvwBorgo San Donnino, mwwaSolignano, Ravarano, mwwqMonte Palerio, mwwgTabiano, mwwwBargone, mwxaSerravalle, mwxqPietramogolana, mwxgParola, mwxwCastelvecchio di Soragna e mwyaSoragna.cite-ref-ravarano-19-0[18]
Nel 1417 il marchese mwzgNiccolò III d'Este, Signore di Parma dal 1409, accusò di tradimento Uberto Pallavicino e occupò con le sue truppe il castello di Ravarano.cite-ref-capacchi-56-8-5[8]cite-ref-ravarano-19-1[18] La situazione si ristabilì dopo pochi anni, col ritorno del dominio mw1wvisconteo. Alla morte di Uberto, il feudo passò in parti uguali ai figli Jacopo e Antonio, ma nel 1432 il duca mw2aFilippo Maria Visconti confiscò al primo, reo di ribellione, tutti i suoi beni e li assegnò in segno di riconoscenza al fratello.cite-ref-20[19]cite-ref-21[20]
Dopo la scomparsa di Antonio, le sue proprietà furono ereditate dai figli Federico e mw4gGiambattista, mw4wvescovo di Reggio Emilia;cite-ref-capacchi-57-22-0[21] nel 1444 per loro volere furono redatti dal giureconsulto Guidantonio Gaiafasi gli mw6aStatuti di Valle, che, promulgati da Federico tra le mura del maniero di Ravarano,cite-ref-dall-aglio-802-3-4[3]cite-ref-capacchi-57-22-1[21]cite-ref-molossi-23-0[22] garantirono per secoli ampia autonomia governativa ai vassalli del feudo,cite-ref-24[23] comprendente anche i vicini borghi di mw-qCasola e mw-gCasaselvatica.cite-ref-capacchi-57-22-2[21]
Nel 1455 il mwaqaduca di Milano mwaqeFrancesco Sforza assegnò ufficialmente Ravarano ai mwaqiPallavicino, ai quali fu confermata l'investitura nel 1470 e nel 1476.cite-ref-ravarano-2-25-0[24]
Nel 1482, durante la mwaqgguerra dei Rossi, mwaqkGuido de' Rossi, con l'aiuto dei mwaqoTorelli, attaccò il castello ma fu costretto a desistere; depredò quindi la vallata circostante.cite-ref-capacchi-57-22-3[21]
A causa della rivalità fra gli abitanti delle località di Villa e Castello, nel 1602 furono edificate due chiese, una per frazione, che formarono a lungo due distinte parrocchie.cite-ref-la-chiesa-4-1[4]
I Pallavicino continuarono a lungo a mantenere il possesso del feudo, dividendolo tra fratelli e cugini, ma la situazione mutò nel 1687, in seguito alla morte senza eredi di Federico, che deteneva metà della proprietà; la mwaruCamera Ducale di Parma assorbì dunque la sua quota, per assegnarla ai fratelli Gian Simone e Lelio Boscoli, che acquistarono anche l'altra metà da Guido e Orazio Pallavicino.cite-ref-dall-aglio-802-3-5[3]cite-ref-26[25] Nel 1707 il marchese Andrea Boscoli, feudatario anche di mwar4Corniana, si accordò con la Camera Ducale e permutò Ravarano con Berceto.cite-ref-dall-aglio-802-3-6[3]cite-ref-ravarano-2-25-1[24]cite-ref-capacchi-58-27-0[26]
In quegli stessi anni le due parrocchie di Villa e Castello furono unificate e l'oratorio di quest'ultima fu chiuso.cite-ref-la-chiesa-4-2[4]
Nel 1728 il feudo fu assegnato al conte Paolo Anguissola, ma fu riassorbito dalla Camera Ducale nel 1743. Nel 1744 ne fu investito il conte mwateBeltrame Cristiani, governatore di mwatiMantova, alla cui morte nel 1758 il castello passò ai figli Lorenzo, Gianfrancesco e Luigi.cite-ref-ravarano-2-25-2[24]cite-ref-capacchi-58-27-1[26]cite-ref-28[27] Dopo la loro scomparsa, Ravarano fu ereditata dalla sorella Carlotta Cristiani, moglie del marchese Giuseppe Lalatta, la quale perse i diritti feudali nel 1805 a causa della loro abolizione sancita dai decreti mwat8napoleonici del 1805.cite-ref-capacchi-58-27-2[26]cite-ref-29[28]
La località divenne quindi frazione del nuovo comune (o mwaukmairie) di Calestano.cite-ref-molossi-23-1[22]
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa di San Bartolomeo
Citata per la prima volta nel 1230, l'antica cappella, posta in località Borello, fu distrutta da una frana nel 1589; ricostruita a Villa tra il 1602 e il 1676 in stile mwavytardo-rinascimentale, fu ampliata tra il 1724 e il 1739 e modificata tra il 1905 e il 1920; decorata internamente nel 1934, fu arricchita della nuova facciata mwavcneoromanica nel 1949; danneggiata da un terremoto nel 2008, fu ristrutturata tra il 2009 e il 2013. La chiesa, sviluppata su un impianto a navata unica affiancata da due cappelle per lato, presenta una mwavgfacciata a salienti, scandita da mwavklesene in laterizio; all'interno l'mwavoaula è decorata con affreschi sulla mwavsvolta a botte lunettata; il presbiterio conserva un'mwavwancona mwav0barocca contenente una pala settecentesca.cite-ref-la-chiesa-4-3[4]cite-ref-30[29]cite-ref-31[30]cite-ref-cita-cirillo-godi-p-190-32-0[31]
Castello
Costruito nell'mwaxuXI secolo dal Comune di mwaxyParma, il castello fu acquistato da Pelavicino Pallavicino nel 1214; distrutto nel 1267 dai mwaxcguelfi parmigiani, fu riedificato da Manfredino Pallavicino agli inizi del XIV secolo; assorbito dalla Camera Ducale di Parma nel 1687, fu riassegnato dapprima a Gian Simone e Lelio Boscoli, poi nel 1728 a Paolo Anguissola, indi nel 1744 a mwaxgBeltrame Cristiani; alienato agli inizi del XIX secolo all'ingegner Francesco Bertè, nel 1832 fu completamente ristrutturato; rivenduto dapprima ai Pozzi, poi ai Prevedoni, indi a Egidio Forni e infine nel 1913 al nobile Roberto Fainardi, fu interamente restaurato, per essere in seguito trasmesso in eredità alla famiglia Nanni Fainardi. Interamente rivestito in pietra, l'edificio si erge sulla sommità di un ripido rilievo proteso verso la val Baganza; i prospetti, illuminati da poche finestre sui lati esterni, presentano alcuni portali in mwaxkarenaria affacciati sulla corte seicentesca d'accesso, in cui trova spazio un pozzo risalente alla fine del XV o agli inizi del XVI secolo.cite-ref-il-castello-7-1[7]cite-ref-ravarano-19-2[18]cite-ref-cita-cirillo-godi-p-190-32-1[31]cite-ref-33[32]cite-ref-34[33]
Via degli Scalpellini
Sviluppato accanto ai Salti del Diavolo, il sentiero riprende l'antico tracciato percorso fino al 1950 dagli scalpellini per estrarre le pietre utilizzate per le decorazioni architettoniche degli edifici del circondario; la via pedonale e ciclabile collega gli abitati di Chiastre e mwazaCassio,cite-ref-35[34] superando il mwazuBaganza con uno stretto ponte sospeso realizzato tra il 2005 e il 2007,cite-ref-36[35] ma distrutto da una piena del torrente nell'ottobre del 2014;cite-ref-37[36] nel 2021 fu decisa la ricostruzione della mwaz4passerella metallicacite-ref-38[37] lunga 60mwaam m, che fu completata nel giugno 2023.cite-ref-39[38]
Note
Esplicative
Bibliografiche
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Bibliografia
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